REMISSIONE DEL DIABETE DI TIPO 2 TRAMITE GESTIONE DEL PESO

REMISSIONE DEL DIABETE DI TIPO 2 TRAMITE GESTIONE DEL PESO

STUDIO

Gestione del peso guidata dall’assistenza primaria per la remissione del diabete di tipo 2 (DiRECT)

[Primary care-led weight management for remission of type 2 diabetes (DiRECT): an open-label, cluster-randomised trial]

FONTE: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29221645/

La gestione del peso è stata a lungo considerata un elemento chiave nella prevenzione e nel controllo del diabete di tipo 2. Il trial clinico DiRECT (Diabetes Remission Clinical Trial – https://www.directclinicaltrial.org.uk/ ) ha esaminato l’efficacia di un programma di gestione del peso guidato dal medico di famiglia nella remissione del diabete di tipo 2.

Lo studio, condotto su un vasto campione di pazienti con diabete di tipo 2 in diverse regioni del Regno Unito, ha dimostrato che la remissione del diabete di tipo 2 è stata raggiunta in una percentuale significativa di pazienti che hanno partecipato al programma di gestione del peso. Questo risultato è stato ottenuto attraverso una combinazione di cambiamenti alimentari, attività fisica regolare e supporto comportamentale fornito dal medico di famiglia.

La maggior parte dei partecipanti ha raggiunto la remissione del diabete di tipo 2 dopo un anno di trattamento, e questo risultato è stato mantenuto anche dopo due anni. Inoltre, il programma di gestione del peso ha portato anche a miglioramenti significativi in altri fattori di rischio per la salute, come il colesterolo e la pressione sanguigna.

In conclusione, lo studio DiRECT ha dimostrato l’efficacia di un programma di gestione del peso guidato dal medico di famiglia nella remissione del diabete di tipo 2. 

Questi risultati sono importanti perché suggeriscono che un’adeguata gestione del peso può rappresentare una soluzione efficace e sostenibile per il controllo del diabete di tipo 2.

La remissione del diabete di tipo 2 si riferisce ad un periodo in cui la glicemia (livelli di zucchero nel sangue) di una persona con diabete di tipo 2 ritorna a livelli normali senza l’uso di farmaci antidiabetici o con dosi molto ridotte. Ciò significa che i sintomi del diabete di tipo 2 scompaiono e che la persona può mantenere la glicemia a livelli normali attraverso la gestione del peso, una dieta sana ed equilibrata e l’esercizio fisico regolare.

Tuttavia, la remissione non significa che il diabete di tipo 2 sia stato completamente guarito e che la persona non debba più preoccuparsi del controllo della glicemia. Infatti, la persona deve continuare a seguire uno stile di vita sano e a monitorare regolarmente la glicemia per evitare che i livelli di zucchero nel sangue ritornino a livelli elevati.

È importante sottolineare che la remissione del diabete di tipo 2 può essere raggiunta attraverso la gestione del peso e lo stile di vita, ma non sempre e non per tutti i pazienti. Inoltre, la remissione può durare diversi anni o solo per un breve periodo di tempo e può variare da persona a persona.

REMISSIONE DEL DIABETE DI TIPO 2 TRAMITE GESTIONE DEL PESO
DIETA MEDITERRANEA - MICROBIOTA INTESTINALE - ALZHEIMER E PARKINSON

ADERENZA ALLA DIETA MEDITERRANEA, MICROBIOTA INTESTINALE E RISCHIO DI MORBO DI ALZHEIMER O DI PARKINSON: UNA REVISIONE SISTEMATICA.

Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35144237/

[Mediterranean diet adherence, gut microbiota, and Alzheimer’s or Parkinson’s disease risk: A systematic review]

DIETA MEDITERRANEA – MICROBIOTA INTESTINALE – ALZHEIMER E PARKINSON

La dieta mediterranea è nota per i suoi numerosi benefici per la salute, tra cui la prevenzione di malattie croniche come l’Alzheimer e il Parkinson. Recenti ricerche hanno suggerito che ciò potrebbe essere dovuto alla sua capacità di influenzare positivamente il microbiota intestinale.

In questo studio è stata condotta una revisione sistematica di numerosi studi per valutare l’associazione tra l’aderenza alla dieta mediterranea, il microbiota intestinale e il rischio di Alzheimer e Parkinson.

I risultati hanno dimostrato che una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è associata a una maggiore diversità microbica intestinale, che a sua volta è stata associata a un minor rischio di sviluppare Alzheimer e Parkinson. In particolare, gli acidi grassi monoinsaturi, presenti in alimenti come l’olio d’oliva e le noci, sembrano avere un effetto positivo sulla composizione del microbiota intestinale.

Inoltre, alcuni studi hanno suggerito che la dieta mediterranea potrebbe anche avere effetti diretti sul cervello, migliorando la funzione cognitiva.

Mentre ulteriori ricerche sono necessarie per confermare questi risultati e comprendere meglio i meccanismi sottostanti, questi studi forniscono ulteriori prove che la dieta mediterranea può essere un’arma potente nella prevenzione di malattie croniche come l’Alzheimer e il Parkinson.

Se stai cercando di migliorare la tua salute cerebrale, potresti voler prendere in considerazione l’adozione della dieta mediterranea, che include una varietà di alimenti sani come frutta, verdura, pesce, noci e olio d’oliva.

Anche se non esiste una dieta “miracolosa” che possa prevenire completamente queste malattie, la dieta mediterranea può certamente essere una scelta salutare per te e il tuo microbiota intestinale.

DIETA MEDITERRANEA - MICROBIOTA INTESTINALE - ALZHEIMER E PARKINSON
COME LA NUTRIZIONE PUÒ AIUTARE A PREVENIRE O RITARDARE LA COMPARSA DELL'ALZHEIMER

COME LA NUTRIZIONE PUÒ AIUTARE A PREVENIRE O RITARDARE LA COMPARSA DELL’ALZHEIMER

L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce il cervello e che porta alla perdita di funzioni cognitive come la memoria, il linguaggio e il pensiero astratto. 

Non esiste ancora una cura per l’Alzheimer, ma è possibile adottare alcune strategie per rallentare la progressione della malattia, tra cui una corretta alimentazione.

Alcune ricerche hanno dimostrato che una dieta sana ed equilibrata può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer e a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da questa malattia.

La dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, pesce e olio d’oliva, è stata associata a una riduzione del rischio di sviluppare l’Alzheimer.

Ecco alcune linee guida per una dieta che può contribuire a prevenire o rallentare la progressione dell’Alzheimer:

1.Aumentare il consumo di frutta e verdura:

questi alimenti sono ricchi di antiossidanti e composti anti-infiammatori che possono aiutare a proteggere il cervello dalle lesioni ossidative e dall’infiammazione.

2.Mangiare pesce ricco di omega-3:

gli omega-3, presenti soprattutto nel pesce azzurro come il salmone, la sardina e il tonno, sono importanti per la salute del cervello e possono aiutare a migliorare la memoria e le funzioni cognitive.

3.Limitare il consumo di grassi saturi:

i grassi saturi, presenti soprattutto nei cibi di origine animale come carne rossa, burro e formaggi, sono stati associati a un aumento del rischio di sviluppare l’Alzheimer. Preferire fonti di grassi insaturi come l’olio d’oliva, le noci e le mandorle.

4.Mangiare cibi integrali:

i cereali integrali come il riso integrale, la quinoa e l’avena sono ricchi di fibre e vitamine del gruppo B che sono importanti per la salute del cervello.

5.Limitare il consumo di zuccheri e carboidrati semplici:

gli zuccheri e i carboidrati semplici, come quelli presenti nei dolci e nelle bevande zuccherate, possono aumentare il rischio di sviluppare l’Alzheimer e di peggiorare i sintomi nei pazienti già affetti dalla malattia. Preferire fonti di carboidrati complessi come quelli presenti nei cereali integrali e nelle verdure.

6.Bere abbastanza acqua:

l’acqua è importante per la salute del cervello e per prevenire la disidratazione, che può influire negativamente sulle funzioni cognitive.

La nutrizione può essere un importante alleato nella prevenzione e nella gestione dell’Alzheimer, ma deve essere sempre parte di una strategia globale e personalizzata per la salute, che comprenda anche l’esercizio fisico regolare, la stimolazione cognitiva e la cura dei rapporti sociali.

Consultare un medico o un nutrizionista prima di apportare modifiche significative alla propria dieta, in particolare per i pazienti affetti da Alzheimer o altre patologie che richiedono attenzioni specifiche. 

In conclusione, una dieta sana ed equilibrata può aiutare a prevenire o rallentare la progressione dell’Alzheimer e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti dalla malattia. 

COME LA NUTRIZIONE PUÒ AIUTARE A PREVENIRE O RITARDARE LA COMPARSA DELL'ALZHEIMER
COME LA NUTRIZIONE PUÒ AIUTARE A PREVENIRE O RITARDARE LA COMPARSA DEL PARKINSON

COME LA NUTRIZIONE PUÒ AIUTARE A PREVENIRE O RITARDARE LA COMPARSA DEL PARKINSON

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale. Sebbene non esista una cura definitiva per la malattia, ci sono alcune strategie nutrizionali che possono aiutare a prevenire lo sviluppo della patologia o a ritardare la sua progressione.

Ecco alcune linee guida nutrizionali che potrebbero essere utili:

1.Aumentare l’apporto di antiossidanti:

Gli antiossidanti proteggono le cellule del nostro corpo dai danni causati dai radicali liberi. Uno studio ha dimostrato che le persone che consumano una quantità elevata di antiossidanti hanno un rischio inferiore di sviluppare la malattia di Parkinson rispetto a coloro che ne consumano meno. Tra gli alimenti ricchi di antiossidanti si possono includere frutta e verdura colorate, bacche, noci e semi.

2.Consumare alimenti ricchi di vitamina D:

Diversi studi hanno suggerito che l’assunzione di vitamina D può essere utile nella prevenzione della malattia di Parkinson. Si possono trovare fonti di vitamina D nella dieta come il pesce grasso, i tuorli d’uovo, il latte e i prodotti lattiero-caseari fortificati.

3.Aumentare l’apporto di acidi grassi omega-3:

Gli acidi grassi omega-3 sono importanti per la salute del cervello e si è ipotizzato che potrebbero svolgere un ruolo nella prevenzione della malattia di Parkinson. I pesci grassi, come il salmone, le sardine e le aringhe, sono una buona fonte di omega-3.

4.Ridurre l’apporto di grassi saturi:

Alcuni studi hanno suggerito che l’alto consumo di grassi saturi può aumentare il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson. Si dovrebbero limitare gli alimenti ad alto contenuto di grassi saturi come la carne rossa, il burro, i formaggi grassi e gli snack salati.

5.Aumentare l’apporto di fibre:

L’aumento dell’apporto di fibre potrebbe avere un effetto protettivo sulla salute del cervello. Si possono trovare fonti di fibre nella frutta, nella verdura, nei legumi e nei cereali integrali.

Una dieta equilibrata, ricca di antiossidanti, vitamina D, acidi grassi omega-3 e fibre, e povera di grassi saturi, potrebbe essere utile nella prevenzione della malattia di Parkinson. 

La prevenzione della malattia di Parkinson è multifattoriale e la dieta da sola potrebbe non essere sufficiente per prevenire la patologia. 

E’ importante quindi adottare uno stile di vita sano, che includa anche attività fisica regolare e riduzione dello stress.

RAPPORTO OSSERVASALUTE 2021 - ALIMENTAZIONE ECCESSO PONDERALE

RAPPORTO OSSERVASALUTE 2021 ALIMENTAZIONEECCESSO PONDERALE

Fonte:

https://osservatoriosullasalute.it/wp-content/uploads/2022/10/ro-2021-completo.pdf

https://osservatoriosullasalute.it/osservasalute/rapporto-osservasalute-2021

L’alimentazione e l’eccesso ponderale sono temi di grande importanza per la salute della popolazione e, purtroppo, rappresentano ancora un problema diffuso in molti paesi del mondo, tra cui l’Italia. Il rapporto Osservasalute 2021_01, pubblicato il 25 maggio 2022, fornisce importanti dati e informazioni su questi due aspetti.

Innanzitutto, è importante sottolineare che l’eccesso ponderale è un fattore di rischio per molte malattie, tra cui diabete, malattie cardiovascolari, alcune forme di cancro e altre patologie croniche. Secondo il rapporto, in Italia, nel 2021, il 62,4% della popolazione adulta è in sovrappeso o obesa, un dato preoccupante che conferma la tendenza in aumento degli ultimi anni.

L’alimentazione è uno dei principali fattori che contribuiscono all’eccesso ponderale e, di conseguenza, alla comparsa di malattie croniche. Secondo il rapporto, in Italia, nel 2021, solo il 7,3% della popolazione adulta segue una dieta equilibrata, che prevede il consumo di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno e la riduzione di alimenti ad alto contenuto calorico, zuccheri e grassi saturi.

Il consumo di cibi ad alto contenuto calorico e di bevande zuccherate rappresenta ancora un problema diffuso nella popolazione italiana, in particolare tra i giovani. Secondo il rapporto, nel 2021, il 38,4% dei giovani tra i 18 e i 24 anni consuma bevande zuccherate ogni giorno, mentre il 23,5% consuma snack ad alto contenuto calorico.

Per contrastare l’eccesso ponderale e promuovere uno stile di vita sano, il rapporto Osservasalute 2021_01 raccomanda l’adozione di una dieta equilibrata e varia, il controllo delle porzioni alimentari, la riduzione del consumo di cibi ad alto contenuto calorico e di bevande zuccherate, l’aumento dell’attività fisica e la riduzione del tempo trascorso inattivi.

Inoltre, il rapporto sottolinea l’importanza dell’educazione alimentare, soprattutto tra i giovani, per promuovere scelte alimentari consapevoli e salutari fin dalla giovane età.

In conclusione, il rapporto Osservasalute 2021_01 mette in luce l’importanza di adottare uno stile di vita sano, basato su una dieta equilibrata e varia, e l’esercizio fisico regolare per prevenire l’eccesso ponderale e le malattie croniche ad esso associate. La promozione dell’educazione alimentare, soprattutto tra i giovani, è un altro aspetto fondamentale per contrastare il problema dell’eccesso ponderale e promuovere uno stile di vita sano e consapevole.

RAPPORTO OSSERVASALUTE 2021 ALIMENTAZIONE 
ECCESSO PONDERALE
7 SEGNALI PREMONITORI DEL SUCCESSO NEL PERCORSO DI DIMAGRIMENTO

7 SEGNALI PREMONITORI DEL SUCCESSO NEL PERCORSO DI DIMAGRIMENTO

Se sei in un percorso di dimagrimento, è facile concentrarsi solo sul risultato finale. Tuttavia, è importante prestare attenzione anche ai segnali premonitori del successo. Questi segnali possono darti la motivazione di continuare e confermare che stai facendo progressi. Ecco sette segnali che indicano che stai avvicinandoti al tuo obiettivo di dimagrimento.

1.PIÙ ENERGIA

Quando si inizia a perdere peso, il corpo inizia a funzionare meglio. Ciò significa che hai più energia per svolgere le attività quotidiane. Probabilmente ti accorgerai di avere più forza durante l’allenamento e di non affaticarti facilmente durante la giornata.

2. MIGLIORE QUALITÀ DEL SONNO

La perdita di peso può migliorare la qualità del sonno. Riducendo il grasso addominale, potresti ridurre anche i problemi di apnea notturna e di russamento. Con un sonno migliore, avrai più energia e sarai più motivato ad allenarti.

3. VESTITI PIÙ PICCOLI

Uno dei segnali più evidenti di progresso è quando i vestiti iniziano ad adattarsi meglio al tuo corpo. Quelli che prima ti stavano stretti, diventeranno più comodi. Questo non solo ti farà sentire bene con te stesso, ma ti darà anche un incentivo per continuare a lavorare sul tuo obiettivo.

4. MENO FAME

La perdita di peso può aiutare a ridurre la sensazione di fame e il desiderio di mangiare incontrollabilmente. Quando il corpo perde peso, la quantità di leptina (un ormone che controlla l’appetito) nel sangue diminuisce, riducendo la fame.

5. MIGLIORE SALUTE

La perdita di peso può ridurre il rischio di molte malattie, come il diabete, le malattie cardiovascolari e l’ipertensione. Ciò significa che, oltre a raggiungere il tuo obiettivo di dimagrimento, stai anche migliorando la tua salute a lungo termine.

6.MAGGIORE FIDUCIA IN TE STESSO

Quando inizi a vedere i risultati del tuo percorso di dimagrimento, acquisirai maggiore fiducia in te stesso e nella tua capacità di raggiungere i tuoi obiettivi. La sicurezza in se stessi è un fattore importante per mantenere la motivazione durante il percorso di dimagrimento.

7.MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA ALIMENTARE

Durante il percorso di dimagrimento, imparerai a fare scelte alimentari più consapevoli e a comprendere meglio il rapporto tra cibo e salute. Ciò significa che acquisirai conoscenze importanti per mantenere i risultati ottenuti nel tempo.

In conclusione, questi sono solo alcuni dei segnali premonitori del successo nel percorso di dimagrimento. Prestare attenzione a questi segnali può aiutarti a rimanere motivato e a raggiungere i tuoi obiettivi. Ricorda che la perdita di peso richiede tempo e costanza

5 MODI IN CUI L'EFFETTO PLACEBO INFLUISCE SUL DIMAGRIMENTO

5 MODI IN CUI L’EFFETTO PLACEBO INFLUISCE SUL DIMAGRIMENTO

EFFETTO PLACEBO

5 MODI IN CUI L'EFFETTO PLACEBO INFLUISCE SUL DIMAGRIMENTO

L’effetto placebo è un fenomeno in cui un trattamento inefficace o inerte produce un effetto benefico su un individuo semplicemente perché il soggetto crede che il trattamento sia efficace. L’effetto placebo è stato studiato in numerosi contesti, tra cui il dimagrimento.

5 MODI IN CUI L’EFFETTO PLACEBO INFLUISCE SUL DIMAGRIMENTO

1.Aspettative positive:

Le persone che credono di assumere un farmaco dimagrante possono avere aspettative positive sulla perdita di peso, che a loro volta possono influire sul loro comportamento alimentare e sull’attività fisica. Ciò può portare a un aumento della motivazione per perdere peso e ad una maggiore aderenza a una dieta o ad un programma di esercizio fisico.

2.Riduzione dello stress:

L’assunzione di un farmaco placebo può ridurre lo stress e l’ansia legati alla perdita di peso. Questo può aiutare a controllare i livelli di cortisolo, un ormone dello stress che può contribuire alla riduzione del metabolismo e al rallentamento della perdita di peso.

3.Cambiamenti ormonali:

Alcuni studi hanno dimostrato che l’effetto placebo può influire sui livelli di ormoni coinvolti nella regolazione del peso corporeo, come l’insulina e il glucagone. Questi cambiamenti possono influire sulla fame, sulla sazietà e sulla capacità del corpo di utilizzare il grasso come fonte di energia.

4.Miglioramento dell’autostima:

L’assunzione di un farmaco placebo può aumentare l’autostima e la fiducia in se stessi delle persone che cercano di perdere peso. Ciò può portare ad un atteggiamento più positivo nei confronti del proprio corpo e ad una maggiore motivazione per perseguire obiettivi di dimagrimento.

5.Sperimentazione di nuovi stili di vita:

L’assunzione di un farmaco placebo può spingere le persone a sperimentare nuovi stili di vita, come cambiamenti nella dieta e nell’attività fisica, per raggiungere i loro obiettivi di dimagrimento. Questi cambiamenti possono portare a risultati positivi, anche se non sono direttamente legati all’effetto placebo in sé.

È importante sottolineare che l’effetto placebo può essere temporaneo e che la perdita di peso a lungo termine richiede un cambiamento sostenibile dello stile di vita, come una dieta equilibrata e l’esercizio fisico regolare. Inoltre, l’effetto placebo da solo non può sostituire un trattamento medico adeguato per l’obesità o altre condizioni di salute correlate al peso.

4 MOTIVI PER CUI CENARE PRESTO FA DIMAGRIRE

4 MOTIVI PER CUI CENARE PRESTO FA DIMAGRIRE

Cenare presto potrebbe avere diversi benefici sulla salute, tra cui migliorare i livelli di glucosio nel sangue e aumentare il metabolismo lipidico.

Migliora la sensibilità all’insulina: cenare presto può aiutare a migliorare la sensibilità all’insulina, il che significa che il corpo è in grado di utilizzare meglio l’insulina per regolare i livelli di glucosio nel sangue.

2. Aumenta il metabolismo: cenare presto può anche aumentare il metabolismo del corpo, il che significa che il corpo brucia più calorie e grassi durante il riposo notturno.

3. Migliora la qualità del sonno: cenare presto può anche migliorare la qualità del sonno, il che può avere un impatto positivo sulla salute generale.

4. Riduce il rischio di disturbi metabolici: cenare tardi può aumentare il rischio di disturbi metabolici come l’obesità, il diabete e la sindrome metabolica. Cenare presto può aiutare a ridurre questo rischio.

In generale, cenare presto può essere un’ottima abitudine alimentare da adottare per migliorare la salute e prevenire disturbi metabolici. Tuttavia, è importante anche considerare altri fattori come la qualità degli alimenti consumati, la quantità di cibo, e lo stile di vita complessivo per garantire una salute ottimale.

4 MOTIVI PER CUI CENARE PRESTO FA DIMAGRIRE