IL FATTORE DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE SPESSO TRASCURATO. PERCHÉ MISURARLA ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA
Indice
Introduzione
Che cos’è la lipoproteina(a)
Perché la Lp(a) è diversa dal colesterolo LDL
Quanto aumenta il rischio cardiovascolare
Chi dovrebbe misurare la Lp(a)
Come si interpreta il risultato
È possibile ridurre la Lp(a)?
Il ruolo dello stile di vita
Conclusioni
Introduzione
Quando si parla di prevenzione cardiovascolare, l’attenzione si concentra quasi sempre sul colesterolo LDL, comunemente definito “colesterolo cattivo”. Esiste però un altro parametro ematico, ancora poco richiesto nella pratica clinica, che può fornire informazioni molto importanti sul rischio di infarto, ictus e stenosi della valvola aortica: la lipoproteina(a), abbreviata come Lp(a).
Le più recenti evidenze scientifiche mostrano che la Lp(a) rappresenta un fattore di rischio indipendente per le malattie cardiovascolari e che il suo valore è determinato prevalentemente dal patrimonio genetico. Molte persone presentano valori elevati senza esserne consapevoli, poiché questo esame non rientra abitualmente nei controlli ematochimici di routine.
In questo articolo analizzeremo che cos’è la Lp(a), perché è considerata particolarmente aterogena, quando dovrebbe essere misurata e quale ruolo possono avere alimentazione e stile di vita nella prevenzione cardiovascolare.
CHE COS’È LA LIPOPROTEINA(A)
La lipoproteina(a) è una particolare lipoproteina costituita da una particella LDL alla quale è legata un’ulteriore proteina chiamata apolipoproteina(a), o Apo(a).
Dal punto di vista strutturale, la Lp(a) trasporta colesterolo in modo simile alle LDL, ma possiede caratteristiche biologiche aggiuntive che la rendono più dannosa per le arterie.
L’apolipoproteina(a), infatti, conferisce alla particella proprietà proinfiammatorie e protrombotiche che favoriscono lo sviluppo dell’aterosclerosi.
Le linee guida europee e numerosi studi epidemiologici identificano oggi la Lp(a) come un importante fattore di rischio cardiovascolare indipendente dagli altri lipidi plasmatici.
PERCHÉ LA LP(A) È DIVERSA DAL COLESTEROLO LDL
Una caratteristica interessante della Lp(a) è che ogni particella contiene una molecola di apolipoproteina B100, proprio come una particella LDL.
Questo significa che è possibile confrontare il rischio associato alle due lipoproteine a parità di numero di particelle.
La differenza fondamentale è rappresentata dalla presenza dell’apolipoproteina(a), che trasporta elevate quantità di fosfolipidi ossidati.
Queste molecole favoriscono:
• infiammazione della parete arteriosa;
• stress ossidativo;
• formazione della placca aterosclerotica;
• instabilità delle placche già presenti;
• maggiore predisposizione alla trombosi.
Per questo motivo la Lp(a) non rappresenta semplicemente una variante del colesterolo LDL, ma un fattore di rischio con caratteristiche biologiche proprie.
QUANTO AUMENTA IL RISCHIO CARDIOVASCOLARE
Le più recenti analisi genetiche e gli studi di randomizzazione mendeliana suggeriscono che, confrontando lo stesso numero di particelle contenenti ApoB, la Lp(a) eserciti un effetto aterogeno significativamente superiore rispetto alle LDL.
Alcune revisioni della letteratura hanno stimato che, particella per particella, la Lp(a) possa essere circa sei volte più aterogena delle LDL, anche se l’intervallo di confidenza delle stime varia nei diversi studi.
È importante sottolineare che questa valutazione deriva da modelli epidemiologici e genetici e non da studi clinici randomizzati.
Ciò che invece è ormai consolidato è che concentrazioni elevate di Lp(a) sono associate a un aumento del rischio di:
• infarto miocardico;
• ictus ischemico;
• arteriopatia periferica;
• stenosi della valvola aortica calcifica;
• eventi cardiovascolari precoci.
Il rischio può rimanere elevato anche quando il colesterolo LDL risulta perfettamente nella norma.
CHI DOVREBBE MISURARE LA LP(A)
Le linee guida della Società Europea di Cardiologia e della Società Europea dell’Aterosclerosi raccomandano di misurare la Lp(a) almeno una volta nella vita adulta.
La misurazione è particolarmente indicata nelle persone con:
• familiarità per infarto precoce;
• storia familiare di ipercolesterolemia;
• eventi cardiovascolari inspiegabili;
• colesterolo LDL apparentemente normale ma presenza di malattia cardiovascolare;
• stenosi della valvola aortica;
• elevato rischio cardiovascolare globale.
Poiché il valore della Lp(a) è geneticamente determinato e rimane relativamente stabile nel corso della vita, nella maggior parte dei casi è sufficiente un’unica determinazione.
COME SI INTERPRETA IL RISULTATO
La Lp(a) può essere espressa in mg/dL oppure in nmol/L.
L’interpretazione deve sempre considerare il metodo di laboratorio utilizzato.
In generale:
• valori bassi indicano un rischio aggiuntivo minimo;
• valori intermedi richiedono una valutazione del rischio complessivo;
• valori elevati identificano soggetti che possono beneficiare di una gestione più intensiva degli altri fattori di rischio cardiovascolare.
La Lp(a) non sostituisce gli altri esami lipidici, ma li integra.
Per una valutazione completa è opportuno considerare insieme:
• colesterolo LDL;
• colesterolo HDL;
• trigliceridi;
• apolipoproteina B;
• pressione arteriosa;
• glicemia;
• abitudine al fumo;
• familiarità cardiovascolare.
È POSSIBILE RIDURRE LA LP(A)?
A differenza del colesterolo LDL, la Lp(a) risponde molto poco alle modificazioni dello stile di vita.
Anche l’effetto delle statine è limitato e, in alcuni casi, può determinare un lieve aumento dei valori senza modificare il beneficio cardiovascolare complessivo della terapia.
Attualmente non esistono farmaci approvati specificamente per ridurre la Lp(a), anche se numerosi studi clinici stanno valutando nuove terapie basate su RNA interferente e oligonucleotidi antisenso, che hanno mostrato risultati promettenti nella riduzione della concentrazione di Lp(a).
Nel frattempo, il trattamento si concentra sulla riduzione aggressiva degli altri fattori di rischio modificabili.
IL RUOLO DELL’ALIMENTAZIONE E DELLO STILE DI VITA
Pur non modificando significativamente la concentrazione della Lp(a), uno stile di vita sano rappresenta uno strumento fondamentale per ridurre il rischio cardiovascolare complessivo.
Le principali raccomandazioni comprendono:
• alimentazione di tipo mediterraneo ricca di verdura, legumi, cereali integrali e pesce;
• controllo del peso corporeo;
• attività fisica regolare;
• abolizione del fumo;
• controllo della pressione arteriosa;
• gestione del diabete;
• mantenimento di valori ottimali del colesterolo LDL.
Nelle persone con Lp(a) elevata, il controllo degli altri fattori di rischio assume un’importanza ancora maggiore.
CONCLUSIONI
La lipoproteina(a) rappresenta uno dei fattori di rischio cardiovascolare più importanti e meno conosciuti. Poiché la sua concentrazione dipende quasi esclusivamente dalla genetica, molte persone possono presentare valori elevati senza alcun sintomo e senza che ciò emerga dagli esami di routine.
Le attuali linee guida raccomandano di misurarla almeno una volta nella vita adulta, soprattutto nei soggetti con familiarità per malattie cardiovascolari o con eventi cardiovascolari precoci. Identificare una Lp(a) elevata consente di personalizzare la prevenzione, intensificando il controllo dei fattori di rischio modificabili e migliorando la strategia di protezione cardiovascolare.
Disclaimer
I contenuti sono generati con l’ausilio di ChatGPT e verificati con Gemini, sulla base di idee nate dal mio lavoro di biologo nutrizionista ed esperto in IA per la sanità e la nutrizione. Ogni testo è esaminato, adattato e validato secondo le mie competenze professionali. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la consulenza di un professionista sanitario qualificato.
Glossario
Lp(a): lipoproteina geneticamente determinata associata a un aumento del rischio cardiovascolare.
Apolipoproteina B (ApoB): proteina presente sulle lipoproteine aterogene, utilizzata come indicatore del numero di particelle.
Apolipoproteina(a): proteina caratteristica della Lp(a) che conferisce proprietà proinfiammatorie e protrombotiche.
Aterosclerosi: processo di formazione di placche nelle arterie che può ostacolare il flusso sanguigno.
Fosfolipidi ossidati: molecole coinvolte nei processi infiammatori e nell’evoluzione delle placche aterosclerotiche.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
European Society of Cardiology. Dyslipidaemia Guidelines.
https://www.escardio.org/Guidelines
European Atherosclerosis Society. Lipoprotein(a) Consensus Statement.
PubMed.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
National Library of Medicine.
American Heart Association.
👨⚕️ DR ORICCHIO GENNARO
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